Un burattino bresciano alla corte del Gatto e della Volpe

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E così il povero “Burattino Bresciano”, che si lamentava da anni dello stato e delle inefficienze dei treni, alla fine dell’anno venne convocato alla corte dal Gatto e alla presenza della compare Volpe.

Il Gatto Gran Cerimoniere di Corte, promise ancora una volta che entro pochi giorni la rivoluzione ferroviaria, che la Volpe aveva deciso di effettuare all’avvio del nuovo anno, avrebbe portato grandi miglioramenti alla vita del povero Burattino Bresciano.

«Caro burattino», disse il Gatto, «ho una meravigliosa notizia da darti: da domani avrai treni nuovi e più veloci che potrai usare alposto dei “Miei” treni (quelli regionali), sporchi brutti e lenti. La mia amica Volpe ha preparato per te dei nuovi treni veloci, affidabili, supermoderni che risolveranno ogni tuo problema (EurostarCity).»

Il burattino venne preso sotto braccio alla sua destra dal Gatto e dalla Volpe alla sua sinistra e intanto parlavano, parlavano…

Lo sciocco burattino di legno non capiva esattamente i motivi di tutti questi cambiamenti e non riusciva a capirci molto in tutto quel fiume di parole. In passato, purtroppo, più e più volte si era fidato delle promesse di quei due “loschi personaggi”, ed alla fine per le grandi fregature prese era dovuto ricorrere alla cure di Mastro Geppetto per farsi dare una aggiustatina a “certe parti” del suo corpo, (per pudore qui non è possibile specificare quali), che bruciavano e bruciavano…

«Scusami Gatto», chiese il burattino, «ma ci sono delle cose che non capisco»

«Dimmi caro Pinocchio, confidati, non avere timore» rispose subito furbescamente il Gatto, mentre di nascosto strizzava l’occhio alla Volpe che se ne stava in disparte.

«Ecco caro Gatto, alcune domande
- Ma questi treni nuovi che la Volpe ci promette e che sono tanti, tantissimi, sulla nostra linea, la Volpe dove li prende? E dove passeranno visto che i due binari che abbiamo sono già intasati?
- Cosa succederà ai “Tuoi” treni, caro Gatto, quando sui binari si riverseranno tutti queste decine e decine di NUOVI TRENI che la Volpe ci ha promesso?
- Quanto ci costerà tutto questo? Perché, caro Gatto, ormai conosciamo la Volpe e sappiamo che non regala niente, anzi ultimamente arzigogolando con mille balzelli, finisce per farci pagare le stesse cose due volte, continuando a trattarci come pezze da piedi»

«Caro Burattino Bresciano», rispose a questo punto il Gatto, «ma come, NON TI FIDI DI ME?!?

I treni nuovi ci sono, stai tranquillo, non esiste proprio che la nostra cara e vecchia amica Volpe ti tiri una fregatura! Non penserai certo che voglia venderti gli stessi treni di prima (Intercity) dopo avergli dato una semplice riverniciata per farteli pagare il doppio, e comunque ci sono qui io per garantire che questo non succeda, non ti preoccupare di niente, i Miei treni (regionali) continueranno a circolare come prima e così avrai da domani la possibilità di scegliere se viaggiare con i Miei treni o con quelli della Volpe.

Per il numero di monete d’oro che serviranno, non ti preoccupare caro burattino, concorderai con me che treni nuovi e veloci devono costare di più, ma anche su questo punto, il tuo caro Gatto (che sta dalla tua parte), ha pensato a tutto, da domani con solo 150 o 200 monete d’oro in più all’anno potrai viaggiare sui nuovi treni che la nostra amica Volpe ti metterà a disposizione

Ora vai, caro burattino, disse di nuovo il Gatto, dormi tranquillo, ci siamo qui noi, io e la Volpe che vegliamo su di te.»

Il burattino così venne gentilmente accompagnato alla porta, mentre si allontanava dal palazzo di corte, sentiva una strana sensazione, ancora quello strano bruciore. Diede la colpa a quello che aveva mangiato per pranzo e non ci pensò più.

Venne il nuovo anno, arrivarono i “NUOVI” treni e, prima sgradevole sorpresa, il burattino e le altre migliaia di suoi simili, si accorsero subito che qualcosa non andava.

Quelli non erano treni nuovi, erano gli stessi treni di prima (Intercity, Intercity Plus) a cui la Volpe aveva semplicemente cambiato il nome (EurostarCity), stesse carrozze, stesse motrici, stessi tempi di percorrenza, nulla era cambiato tranne il fatto che ora il burattino per poter salire su questi treni doveva pagare molto, molto di più rispetto a prima.

Allo stesso tempo i treni del Gatto, (treni regionali), diventarono ancora più sporchi, puzzolenti e lenti rispetto a prima. Inoltre, esattamente come il burattino aveva temuto succedesse, ogni volta che questi treni incontravano uno dei treni della Volpe, anche se questi ultimi erano in ritardo, dovevano fermarsi per decine e decine di minuti per dare loro la precedenza e farli passare.

La vita del povero burattino cambiò, non in meglio come il Gatto aveva promesso, bensì in peggio. Si ritrovò così a doversi alzare alla mattina un’ora prima e a tornare a casa alla sera quasi un’ora dopo. Non si poteva permettere il povero burattino di viaggiare sui treni della Volpe che erano diventati d’un tratto “treni di lusso”. Quanto alla promessa che il Gatto gli aveva fatto, davanti a decine di testimoni, riguardo all’accordo che aveva in tasca con la Volpe per farlo viaggiare sui NUOVI treni, non si seppe più nulla.

Passarono così i mesi, il Gatto nel frattempo si rese irreperibile. Il burattino bussò e bussò parecchie volte chiedendo di farsi ricevere, ma venne sempre cortesemente messo alla porta dalle guardie del palazzo.

Provò a bussare a mille altre porte, anche alla porta della “Fatina Verdina” (una fatina che vive in una terra chiamata PADANIA). Provò a chiederle se poteva fare qualcosa e soprattutto come mai, mentre nelle altre contee vicine alla sua Gatti più attenti e saggi avessero saputo difendere i burattini dalla voracità della Volpe, il loro Gatto sembrava si fosse messo in combutta con la Volpe. Non ricevette mai risposta!

Nel frattempo la situazione continuò a peggiorare, i treni del Gatto facevano sempre più schifo, costringendo i poveri burattini per disperazione a doversi servire dei treni dalla Volpe. Questi ultimi, che NUOVI non erano, cominciarono da subito a rompersi e a perdere pezzi per strada.

I due (Gatto e Volpe), apparivano spesso alla televisione di corte, facendo finta di litigare per il mancato rispetto delle promesse fatte al povero burattino, mentre in realtà si fregavano le mani di nascosto, litigando sì, ma riguardo a come spartirsi il “bottino” che stavano ottenendo con il loro imbroglio.

Dopo OTTO MESI, il Gatto e la Volpe annunciarono alla stampa e in televisione che TUTTI I PROBLEMI PRESTO SAREBBERO STATI RISOLTI.

Ma sì, la colpa ovviamente era stata del burattino che non aveva capito bene, le monete d’oro che servivano in più nel frattempo erano diventate 300. «Dopo tutto cosa volete che sia un aumento di “solo” il 30% all’anno, in cambio di un servizio così efficiente e ben strutturato?». Ancora una volta il Gatto e la Volpe stupirono la platea dei numerosi giornalisti ed invitati con altre mirabolanti promesse future, nessuno osò contraddirli, nessuno ebbe il coraggio di fare domande scomode.

Il burattino non venne invitato a parlare, proprio non venne invitato all’evento, forse avrebbe potuto rovinare la festa preparata da tempo dai due “compagni di merende”.

Forse avrebbe potuto spiegare a tutti gli invitati come stavano realmente le cose, mostrare le immagini scattate sui “pidocchiosi” treni del Gatto, portare alla luce le storie di sofferenza quotidiana subite da lui e da altre migliaia di burattini come lui, vessati dalle prepotenze e dalle continue richieste di denaro della Volpe.

Forse avrebbe potuto chiedere al Gatto e alla Volpe il rispetto delle promesse, magari con la speranza che qualche saggio giudice presente in sala li giudicasse finalmente colpevoli di tutte le loro malefatte, rinchiudendoli per sempre in una torre tetra e oscura, o, meglio, obbligandoli a viaggiare per tutta la vita sui loro orrendi treni.

Di solito le favole finiscono con un lieto fine. In questa favola che dura da troppo tempo,invece, sono i potenti e gli arroganti alla fine che vincono sempre

Paolo Rivi
Un Burattino

ASSOCIAZIONE PENDOLARI
IN ORARIO SEZ. BRESCIA

3 commenti

  1. giorgio Says:

    Ecco esattamente il mio stato d’animo di questi giorni!

  2. Claudio Says:

    Hanno trovato un bel metodo tutto “italiano” per incassare + grano…questa l’ho scoperto oggi….grazie alla fatina VERDE che poi alla fine è come quella ROSSA o quella BLU o quella NERA che ci sono state e ci saranno in futuro….che bel futuro!!!

  3. Gio Says:

    Nelle favole i due manigoldi finivano a mendicare, sbeffeggiati dal Burattino ormai esperto dei loro imbrogli.
    Anche nella realtà, in altri Paesi più civili del nostro, farebbero la stessa fine.
    Purtoppo siamo in Italia e sappiamo bene che qui continueranno ad essere riveriti ed osannati, perchè qui, chi più ruba e truffa più gode del favore dei potenti e della magnanimità della legge che, come nella favola, è invece solerte a perseguire il derubato.



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