Una sintetica relazione sull’incontro, svoltosi martedì 24 marzo scorso, proposto dalla CGIL per fare il punto della situazione attuale del trasporto ferroviario e per capire che cosa è cambiato negli ultimi mesi, specialmente dopo il 14 dicembre.
Non mi soffermerò sui singoli interventi (6/7 i principali, tra sindacalisti, pendolari, esponenti di associazioni di consumatori…) perché si sono affrontati questioni già note a tutti (“nuovo” orario e cadenzamento; contratto di servizio tra Regione e Trenitalia; problemi di puntualità, pulizia e comunicazione; ecc.); inoltre i presenti erano in prevalenza della tratta Lecco, Seregno, Saronno, Novara e riportavano quella casistica.
Aggiungo per inciso che ha parlato anche un dipendente di RFI, il quale ha spiegato nel concreto alcuni aspetti tecnici che dovrebbero “giustificare” certi ritardi e problematiche analoghe, ignote ai non addetti ai lavori (gli sono state sottoposte alcune domande specifiche, a cui ha risposto con competenza; ovviamente anche le spiegazioni più scientifiche rimborsano di ben poco lo sfortunato
pendolare).
Mi soffermo, invece, su alcuni aspetti che ritengo più interessanti (o “nuovi”) per noi:
- La Federconsumatori di Cremona oltre a un’iniziativa risarcitoria nei confronti di Trenitalia sta portando avanti un’iniziativa di carattere giudiziario diversa dalle precedenti, private e individuali
(cfr. caso Piacenza), in quanto chiede che sia riconosciuta la mancata applicazione, da parte di Trenitalia, dell’art. 700 sul Diritto al lavoro e alla salute. In questi giorni stanno aspettando che il
giudice si pronunci. Per l’occasione è stato costituito un fondo di garanzia con il contributo più consistente dall’amministrazione provinciale e una parte da Federconsumatori, così i pendolari non
hanno speso nulla.
- I rappresentanti della CGIL (Ongaro e Savoldi) hanno sottolineato alcuni punti:
(1) a un mese dall’entrata in vigore dell’orario del 14 dicembre, la Regione Lombardia ha dichiarato un’apertura al dialogo tra pendolari, amministrazioni comunali e provinciali, Trenitalia, Ferrovie Nord ecc. ergendosi a paladina in difesa soprattutto dei viaggiatori; di fatto non ha risolto le cose e non si è assunta le responsabilità degli errori commessi in precedenza, al contrario ha scaricato su Trenitalia ogni responsabilità (oltre a quelle che evidentemente ha/aveva: per fare un esempio, la pulizia e la
comunicazione);
(2) alle origini dell’attuale situazione catastrofica del trasporto ferroviario stanno problemi gravissimi e trascuratissimi di infrastrutture e materiale, che non è detto una Società Unica (=nei piani della Regione Lombardia) potrà risolvere, con rischio invece di un ulteriore svantaggio per gli utenti (per esempio: aumento delle tariffe);
(3) la loro proposta è di presentarsi al prossimo TPL con poche ma concrete richieste, esigendo in primis che ciascuno si assuma le proprie responsabilità e prima ancora di attuare un processo di
privatizzazione.
- Siccome non si era parlato della tratta Venezia-Milano e di alcuni problemi “nostri” specifici, se non per un accenno di battuta al fatto che sulla Ve-Mi si starebbe meglio di altri!, sono intervenuta per
sottolineare sia il danno/beffa della nuova tipologia di treni su quella tratta (= la “simulazione” di scomparsa degli IC) sia la conseguenza logistica ed economica (= CRT e CRT plus). [Ripeto: gli
altri aspetti erano già stati sviscerati e lamentati.] Ho riportato il caso di chi, come la sottoscritta, con la CRT spendeva 83 euro mensili per l’intero trasporto in Lombardia (incluso l’autobus a Bs) e ora ne
paga 150 per il solo viaggio su Milano e i soli mezzi Atm; e la costrizione dell’estensione regionale, che personalmente per principio mi sto rifiutando di fare ma che comporta uno stravolgimento delle
abitudini e degli orari (del mattino soprattutto).
- Dunque si è parlato un po’ di queste faccende che ci coinvolgono direttamente e che durante l’incontro non erano emerse.
- In conclusione, la CGIL propone di preparare una lista dei 4 punti ritenuti più importanti e da cui non si può non partire per un miglioramento delle condizioni:
1. mettere a disposizione più risorse economiche per le infrastrutture (problema nodi e stazioni);
2. sostituire il materiale vecchio con il nuovo;
3. affrontare il problema dell’integrazione tariffaria, soprattutto in relazione – come nei casi della Mi-Ve – al problema della tipologia di treni/società;
4. quindi un riassetto degli orari. L’ing. Dahò è stato incaricato di preparare uno scritto breve e puntuale su questi quattro punti, che poi spedirà alle varie associazioni di pendolari.
Ho riportato ciò che è stato sostenuto, non ciò che penso io.
Personalmente, invece, ho avuto l’impressione che ci fosse molta disponibilità, da parte di chi ha promosso l’incontro, a fare luce sulle responsabilità di ciascuno e, soprattutto, a sostenere le esigenze dei pendolari (di cui fanno parte anche alcuni organizzatori dell’incontro stesso). Purtroppo in tanti ci hanno fatto questa impressione, soprattutto negli ultimi mesi.
Chiedo scusa per eventuali omissioni o punti espressi in malo modo, e resto a disposizione per qualunque chiarimento.
Saluti
Maria
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