Un po’ di chiarezza…

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Vorrei cercare di fare in modo il più sereno possibile il punto della situazione…

A costo di perdere il Vs. consenso e la Vs. fiducia vorrei in modo provocatorio spezzare una lancia a favore di Trenitalia.

Ho visto che sul blog e sulla lista, la maggioranza dei commenti riguardo alla situazione esistente tendono a scaricare “le colpe” di questo disastro che stiamo vivendo quasi esclusivamente a Trenitalia.

Lo capisco, sono anch’io un pendolare come Voi ogni mattina ed ogni sera sono sui nostri treni dal 1991.  il nostro interlocutore quotidiano e a noi più vicino è Trenitalia, suoi sono i treni in ritardo, freddi e puzzolenti, suo il personale spesso arrogante che non è in grado di fornirci le risposte che vorremmo avere.
Non voglio negare qui le gravi responsabilità che Trenitalia ha avuto nel voler a tutti i costi partire a dicembre con un orario approssimato con logiche spesso che nulla hanno a vedere con lo scopo di fornire un servizio di utilità pubblica efficiente.
Tralascio i pistolotti cari ai nostri politici, che in un modo o nell’altro in questi ultimi giorni sono tutti saliti sul “Treno dei pendolari”, scaricando tutte le colpe a Trenitalia, alla mancanza di fondi, di investimenti sul ferro ecc…,come se questa situazione non fosse direttamente causata dalle scelte politiche di regione, province e comuni fatte in questi anni.

Cerco ora di riavvolgere il nastro del videoregistratore per cercare di capire e di farvi capire come sono andate le cose. Chi ha seguito le cose insieme a me dall’inizio come Adele, o Luigi mi corregga se sbaglio…
E’ dall’inizio del 2008 che abbiamo il sentore che dopo la fine del quadruplicamento MI- Treviglio qualcosa sarebbe cambiato, ma già sul finire del 2007 Adele Ghilardi (correggimi se sbaglio) più volte e senza alcuna risposta chiede alla regione di iniziare a discutere dei cambiamenti e miglioramenti che la fine di questa opera avrebbe dovuto portare sul servizio offerto.

Nonostante le continue e ripetute richieste di incontro inoltrate in Regione, è Trenitalia che a luglio in una riunione “informale” ci informa che sta iniziando a lavorare ad un “orario 2009 rivoluzionario” e che nonostante ne sia stata data notizia alla Regione, quest’ultima ancora tarda a far loro sapere quali risorse economiche vogliono mettere in campo e quali servizi vogliono assicurare alla Lombardia.

Preoccupati di come si stavano mettendo le cose, cerchiamo più volte di svegliare la Regione dal suo torpore, arrivando all’inizio di settembre ad emettere il comunicato “molto duro” che se avrete voglia di leggere riporta profeticamente quello che sarebbe successo pochi mesi dopo.

Sappiamo poi come è andata, le prime convocazioni effettuate in fretta e furia per discutere dell’orario solo alla fine di ottobre a giochi ormai fatti, i nostri tentativi disperati di portare qualche modifica disattesi per la maggior parte…

E’ bene ricordare e ricordarsi (chi c’era lo può confermare), che durante tutti gli incontri “pre-orario, effettuati in regione il principale difensore della politica commerciale di Trenitalia e dell’inserimento dei suoi finti EurostarCity in linea è stato l’assessore Cattaneo, come sua è stata la scelta di declassare treni come il 2088 o il vecchio IR delle 18,10 mettendo sullo stesso piano l’importanza e le esigenze di una città come Brescia con quella di altri comuni di minore importanza per numero di persone trasportate.

Sua è stata la promessa di avere in mano la soluzione per risolvere il problema dell’integrazione tariffaria con l’emissione di una CRT PLUS ad un prezzo superiore al massimo del 20% che ci avrebbe permesso di utilizzare un servizio commerciale veloce al posto dei regionali veloci che ci stava togliendo.

Potrei andare avanti a scrivere per ore su questa vicenda ma rischierei di annoiarvi, mi premeva però cercare di portare un po’ di equilibrio nei giudizi fortemente critici nei confronti di Trenitalia che spesso ho letto, e come dicevo all’inizio comprendo ma che non tengono conto delle colpe ancora più gravi della Regione in tutta questa vicenda.

Il braccio di ferro a cui assistiamo in questi giorni tra la Regione e Trenitalia e di cui noi paghiamo le conseguenze deve terminare al più presto, occorre continuare ad insistere con la Regione perché si impegni a mantenere i patti e le promesse che ci ha fatto mettendo sul tavolo le risorse economiche necessarie ad una risoluzione condivisa della situazione in cui ci ha cacciato.

Per questo occorre richiedere con forza alla regione che le promesse siano mantenute e che il problema dell’integrazione tariffaria venga affrontato definitivamente risolto!

Vi ringrazio per l’attenzione

Paolo Rivi

20 commenti

  1. Luigi Says:

    scusa l’espressione ma la lancia io la spezzerei in testa a trenitalia. lasciamo perdere per un momento il cambiamento di orario e i prezzi. trenitalia fornisce un servizio, noi lo acquistiamo e veniamo regolarmente fregati. questa è la verità ed è per questo che non esiste giustizia. se tu vendessi un prodotto e freghi ripetutamente il cliente, andresti in prigione. in Trenitalia sono TUTTI innocenti. Le risposte le sappiamo : .. questo non compete a me…bisogna dirlo al capotreno..bisogna dirlo a…..e via così.
    sono naturalmente con te quando citi la regione come COLPEVOLE in parte e questo riguarda l’altro versante, quello dei prezzi e delle prese di posizione.
    ..e noi paghiamo sempre…e quello che ci fa arrabbiare è che noi paghiamo perchè ci sono degli incompetenti che pensano di poter gestire i trasporti.

  2. ezio cerquaglia Says:

    concordo pienamente.
    Sono fortemente critico sulle capacità dei manager di Trenitalia che si sono succeduti in questi anni a gestire contemporaneamente un servizio commerciale ed un servizio “sociale”, ma sicuramente regione e comuni, compreso Brescia, non sono meglio.
    Basta ricordare il pasticcio della CRT, scaduta a luglio 2007, prorogata fino a dicembre e poi sospesa per un mese senza altra ragione che l’ insipienza e l’ incapacità dei funzionari regionali a programmare alcunché.
    Un’ ulteriore testimonianza del ritardo di regione e comuni è che Piemonte e Liguria hanno risolto almeno la questione tariffaria. Non chiediamo ad assessori regionali e comunali di prendere il treno (che è già abbastanza pieno di suo, chiediamo che facciano con coerenza e soprattutto con lungimiranza il loro lavoro di amministratori

    Ezio Cerquaglia

  3. Marco Says:

    Stà di fatto che cmq le conseguenze le pagano i pendolari. Francamente di chi sia la colpa mi interessa relativamente, anche perchè parliamo di un ente pubblico (Regione) e di un’azienda pubblica (Trenitalia). Che aspettarsi??
    Fosse per me le trascinerei tutte e due in tribunale per chiedere i danni. Ma sempre grazie al pubblico (questa volta lo Stato) non possiamo farlo collettivamente perchè le class action non nascono e non nasceranno mai e,se anche nasceranno, sarebbero fatte all’italiana, ossia strumenti inutili. Quelle si usano nei paesi seri, non nelle repubbliche delle banane.

  4. Nicola Says:

    Come di diceva nel primo commento, se tu (Trenitalia) chiedi di essere pagata per un servizio e scrivi degli orari di trasporto, non rispettandoli sistematicamente (basta vedere l’ultima settimana) che colpe ha la Regione ? Se ritieni di non avere i soldi per sostenere il servizio non chiedi allo Stato di ottenerlo. Il vero problema è un altro:
    1. Trenitalia non si interessa minimamente del trasporto regionale, inteso come pendolare, perchè sa che agisce in regime di monopolio, dato che i costi per andare a Milano in auto o pullman, sia temporali che economici, sono elevati.
    2. La Regione, provincia e comune non sono in grado di analizzare un piano trasporti e capire se questo possa portare problemi ai pendolari, dato che a Dicembre si era detto, da parte della Regione, che si erano ottenuti risultati di modifica importanti.
    3. Ma perchè invece di pensare che bisogna per forza andare a lavorare a Milano non si crea, attraverso associazioni o lobby che dir si voglia, una pressione perchè il lavoro sia decentrato su tutto il territorio lombardo ? Forse perchè ne andrebbe a discapito del P.I.L. ?
    Già perchè qui parliamo sempre come se fosse il nostro destino essere pendolari a vita, mentre basterebbe utilizzare le poche armi in nostro possesso per fare pressione perchè questo non accada.

  5. stefano Says:

    E quindi che si fa?
    iniziamo a mandare mail quotidiane alla regione perchè si preoccupi di velocizzare il processo che dovrebbe portare alla creazione della CRT Plus?

  6. Andrea Occhi (admin) Says:

    il problema è politico. Devono decidere di sganciare la grana per mantenere le promesse fatte. Oppure rimangiarsi le promesse.
    Qualche post fa c’erano gli indirizzi da contattare.
    Ci è stato garantito che tutte le mail vengono lette, anche se a poche è possibile dare una risposta.

  7. giorgio Says:

    Non mi preoccuperei troppo di chi è più colpa: credo che entrambi i soggetti ne abbiano molte e gravi. Di certo su uno dei due soggetti (Regione) è più facile fare pressione, perché è un ente locale a noi più vicino, perché ci sono dei politici che tengono al nostro voto.

    Anche guardandola da un punto di vista “logico” e normativo: il servizio di trasporto pubblico locale è una competenza della Regione, che per questo stipula contratti di servizio con le diverse società.
    Il referente come cittadini è prima di tutto la Regione, che poi deve farsi valere su Trenitalia, con cui stipula un contratto.

    Il punto è secondo me: come tenere alta l’attenzione sul tema, visto che per ora è stato abbastanza così ed anche molti politici sono saliti sulla “carrozza” della protesta? Abbiamo qualche speranza solo se l’attenzione non cala sui mezzi di informazione e (quindi) tra i politici.

  8. Samuele Says:

    500 euro x stanza singola (o alternativa costo dell’automobile comprensiva di ammortamento) per 12 mesi = 6000 euro all’anno. Questa probabilmente è la cifra che serebbe disposto il pendolare a pagare prima di trasferirsi a Milano con famiglia o cercare un lavoro finalmente vicino a casa, nell’ipotesi di prezzi di mercato e di pendolari con pazienza inglese… ma non siamo inglesi…
    Concordo che la spinta politica verso lo sviluppo decentrato non sia la priorità dei nostri governanti, e questo nel lungo periodo è auspicabile (votando opportunamente chi promuove questo tipo di sviluppo).
    Nel breve termine invece non ci rimane che pagare l’abbonamento ai mezzi urbani di Brescia, l’abbonamento al parcheggio delle bici coperto, l’abbonamento al treno EurostarCityOldICplus, l’integrazione per poter accedere ai regonali ed infine l’abbonamento all’ATM Milano…se questa è la politica di TESSERE INTEGRATE che DICE di voler perseguire Cattaneo.. a voi il giudizio su quanto espresso da Paolo sul costo (pagato da noi) del non fare.

  9. Jacopo Bosio Says:

    Cattaneo non mi sembra sia mai stato favorevole al discorso “integrazione tariffaria”: mi risulta che abbia sempre guardato con scetticismo al sistema creato dal suo precedessore.

    Resta il fatto che parlare di colpe oggi serve a poco. Quelle sono distribuite a tutti i livelli: Stato, che anno dopo anno ha progressivamente tagliato i fondi (ma ogni tanto se ne esce con proposte demagogiche quali il blocco delle tariffe, che arreca più danni che altro), Regione, che al momento non sembra in gradi di pianificare alcunchè (basta guardare le promesse linee S), e FS, intesa come unione di Trenitalia e RFI. D’altra parte non è colpa della regione se Trenitalia non è in grado di garantire neppure i suoi treni, ovvero gli eurostarcity.
    Ci aspettano, temo, mesi piuttosto caldi in materia di disservizi, e non solo perchè notoriamente l’impianto di condizionamento delle vetture Eurostarcity NON funziona a dovere.
    Sarebbe già un passo avanti sapere come e quando risolvere questa situazione, ma al momento Trenitalia e la Regione sono impegnati in un braccio di ferro che vede come vittime sacrificali gli utenti che il treno lo prendono. Io le mail in regione le ho mandate, non ho mai ricevuto alcuna risposta (neppure una che mi confermasse che la CRT resta ancora in vigore, perchè l’accordo scadeva a Dicembre 2008…), ma più di questo e più che ricordarmene al momento del voto non è che possa fare…

  10. Alberto Says:

    Da un articolo del Giornale di Brescia riporto una sentenza del Giudice di Pace di Lonato abbastanza chiara in tal senso…

    Ritardo? Può esserci il danno esistenziale

    Il Giudice di Pace di Lonato ha disposto con sentenza del 3 dicembre 2007 un risarcimento da parte di Trenitalia nei confronti dell’avvocato Sandro Redaelli De Zinis, che per un considerevole ritardo dell’Intercity non aveva potuto partecipare, l’8 febbraio 2006, a una importante riunione a Milano: ad un risarcimento di 216 euro, più interessi, sono state aggiunte, sempre a carico di Trenitalia, le spese di giudizio per 500 euro. Non è stato invece rimborsato, come richiesto, il costo del biglietto con prenotazione: il viaggio era di fatto avvenuto, anche se si era interrotto a Lambrate, maturando un ritardo di più di un’ora.

  11. Silvano Says:

    Io credo che Trenitalia sia stata abbastanza chiara: il trasporto regionale é di competenza, appunto, regionale. Poi, chiaramente, questo Ente può giocare la sua partita (come hanno fatto Piemonte e Liguria), e la può fare in un modo soltanto: mediante l’erogazione di fondi. C’è un solo sistema per togliere auto ed inquinamento dalle strade: mettere la gente sui mezzi pubblici. E la gente la metti sui mezzi pubblici quando gli dai un servizio adeguato. Mancano risorse? Si reperiscano facendo uso della leva fiscale, e in questo caso con l’unico sistema logico: mediante un’addizionale regionale (uno o due centesimi al litro) sui costi dei carburanti inquinanti (benzina e gasolio), in modo da disincentivare l’utlizzo del mezzo privato. Ci vogliono decisioni coraggiose, non é possibile accontentare sempre tutti. L’alternativa é mandare sempre più gente in giro in macchina, con quello che consegue. Se questa è la politica regionale, lo dicano chiaramente: non manca molto alle elezioni, in fondo.

  12. Giovanni Says:

    E quindi che si fa?
    iniziamo a mandare mail quotidiane alla regione perchè si preoccupi di velocizzare il processo che dovrebbe portare alla creazione della CRT Plus?

    mi associo a quanto scritto dal Sig. Stefamo e vi chiedo:cosa possiamo fare per velocizzare l’ottenimento della CRT Plus?

  13. Marco (BS) Says:

    Chiedo ai rappresentanti delle ass.ni pendolari: si potrebbe cominciare con una manifestazione davanti alla sede del Pirellone a Milano? Meglio magari se organizzata con le altre ass.ni pendolari delle altre linee lombarde, in modo da essere in tanti ed attirare i media (Tv, radio, giornali, etc…). Mi rendo conto che questo significa, per ogni pendolare, dover sacrificare qualche ora di lavoro, ma penso che ne valga la pena.

  14. Andrea Occhi (admin) Says:

    Secondo me non servirebbe a molto.
    La manifestazione è stata fatta, il giorno del tavolo, e dubito che avremmo più visibilità di allora (ovvero nessuna visibilità a livello nazionale).
    Poi c’è una questione di numeri. Diciamocelo chiaramente: impegnati in queste litigate siamo in quattro gatti, rispetto alle 300000 persone pendolari in Lombardia.
    Quindi, penso che sia inutile trovarci ancora io, Paolo, Adele, Luigi e altri 3 a far presenza in regione.
    So che traspare un po’ di rassegnazione, ma è il mio sentimento più ricorrente, soprattutto dopo l’ultimo incontro in regione.

  15. paolo Says:

    Il silenzio di questi giorni, è servito a noi per fare il punto della situazione dopo il 20 gennaio…, e ci auguriamo anche all’assessore Cattaneo per capire in che guaio ci ha, cacciato…
    L’unica cosa che non bisogna fare è cedere alla rassegnazione, (capito Andrea…), anche in questi giorni i canali di comunicazioni istituzionali non si sono interrotti…
    La protesta generale in tutta la Lombardia è ancora viva e vegeta, perchè il problema non è solo nostro…è un problema generale che tocca tutti!!!
    Stiamo studiando nuove iniziative di protesta insieme ai comitati di altre province, insieme ad iniziative di tipo legali per l’utenza di Brescia, sono azioni più complesse che richiedono tempi più lunghi solo per essere valutate…
    Nessuno di noi fa questo per mestiere…, dobbiamo rubare il tempo necessario al nostro lavoro e alla nostra vita…

    pr

  16. antonio Says:

    Ritengo che ci sia stato un comportamento scorretto sia da parte di Trenitalia che, in barba alle disposizioni governative circa il blocco delle tariffe, modificando la classificazione dei treni da IC a EurostarCity ha ottenuto un aumento tariffario ( sanzionabile direttamente da qualche organo governativo? ); da parte della Regione che, anzichè confutare la soppressione dei treni IC, propone l’emissione di una CRT plus, con incremento di circa il 20% ( aumento tariffario quindi anche per gli utenti della CRT che, volendo usare gli stessi treni che usavano ante riclassificazione si trovano un aumento tariffario del 20% ).
    Visto che la disponibilità di mezzi di trasporto per gli utenti “CRT ordinaria “si è ridotta ( non avendo più la disponibilità dei treni IC ) se la regione propone la CRTplus con un aumento del 20% dovrebbe ridurre della stessa percentuale il costo della “CRT ordinaria ” ( meno prestazioni = meno costo ).
    Come soluzione alternativa la Regione potrebbe chiedere a Trenitalia la riclassificazione del 50% degli attuali EurostarCity in IC.
    Relativamente ai ritardi, invece, ritengo che la colpa non sia sempre da imputare a Trenitalia, ma anche a RFI che gestisce tracce orarie e circolazione sulla rete.
    Antonio

  17. Andrea Occhi (admin) Says:

    Anche RFI ha le sue colpe, ma se mancano i macchinisti, se mancano i locomotori, se le porte sono rotte e i sedili in condizioni pietosi la colpa è di Trenitalia, e di chi l’ha appoggiata, almeno fino a Gennaio…

  18. Marco (Milano) Says:

    Le colpe sono da attribuire sia alla Regione sia a TI.
    Ma mentre altre Regioni hanno fatto valere le loro ragioni, la Lombardia ben poco ha fatto. Piemonte, Liguria, Emilia – Romagna ed ora anche la piccola Marche hanno istituito tessere a prezzo “politico” per l’accesso agli ESC/IC.
    La Lombardia continua un presunto braccio di ferro.
    In sintesi non vuole esborsare circa 2 mln di euro l’anno (come ha fatto l’Emilia-Romagna).
    Per la sua nuova sede ne spenderà oltre 100. Grazie di cuore!

  19. Andrea Occhi (admin) Says:

    Dalla regione dicono che i soldi che le altre regioni sborseranno per ogni abbonato è veramente di 1320 euro/anno, e che non hanno stimato correttamente la “penetrazione” della cosa, percui saranno in difficoltà a pagare. La cosa mi ha lasciato un po’ perplesso, ma ve la vendo così come l’hanno venduta a me. La Regione Lombardia ha deciso politicamente di non sottostare al “ricatto” del monopolista Trenitalia, senza rendersi conto che hanno prestato loro il fianco al ricatto.

  20. Marco (Milano) Says:

    Questo è un quesito molto interessante.
    L’ultima newsletter della Regione Emilia Romagna afferma che: “…oltre a quanto pagato dai viaggiatori a Trenitalia (110 euro) si aggiunge un contributo regionale significativamente superiore al prezzo di vendita”. Questo vuol dire tutto e niente.
    Bisognerebbe cioè capire se il contributo regionale è indipendente o no dal numero di tessere vendute. Fonti “vicine” alla Regione, anzi vicinissime, affermano che il contributo è stato di 2 mln di euro dall’Emilia e di 600 mila euro dalla Liguria (dove in effetti la tessera costa di più).
    Il Piemonte invece si appresta a fare quanto segue: “Attualmente la Carta, acquistabile dai piemontesi abbonati al servizio regionale, costa 150 euro per le tratte fino a 100 km e 250 euro per quelle superiori. “La Regione, precisa Borioli, intende pagare di tasca propria la differenza, in modo da ridurre di 100 euro il costo della Carta Tutto Treno per i pendolari che percorrono le tratte più lunghe, arrivando a una tariffa unica di 150 euro”.”



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